Recupero edifici c.a.

In Europa, circa il 40% degli edifici esistenti è stato costruito prima del 1960, in assenza di normative antisismiche e regolamenti sulle prestazioni energetiche. Ciò che ne risulta è un patrimonio edilizio obsoleto, con scarsi standard abitativi, un elevato impatto ambientale e evidenti carenze strutturali.

Esoscheletri

Osservando l’inefficacia degli interventi volti al recupero solo energetico o solo strutturale degli edifici esistenti, il nostro gruppo è attivo dal 2008 nello studio di nuove tecniche di recupero olistico, mirate a risolvere contemporaneamente tutte le loro principali carenze.

Tra le varie tecniche proposte, concepite per soddisfare i criteri di sostenibilità, particolare rilievo nella ricerca è assunto dagli esoscheletri, un’evoluzione delle tecniche di remodelage e camouflage, finalizzate alla riqualificazione architettonica ed energetica, reingegnerizzate a comprendere anche il recupero strutturale. L’intervento è applicato dall’esterno, senza bisogno di rilocare gli abitanti durante i lavori e di sospendere l’uso dell’edificio.

In funzione dei vincoli urbanistici, l’involucro può essere posto in aderenza all’edificio, realizzando così una sorta di cappotto strutturale, oppure a una certa distanza dalla facciata esistente, così da creare nuovi spazi abitativi, balconi, serre solari, zone filtro, etc; oppure può essere esteso in altezza creando un sopralzo, la cui vendita può compensare in parte il costo della riqualificazione. A differenza dei tradizionali interventi di solo efficientamento energetico, la riqualificazione anche strutturale degli edifici comporta una serie di benefici non trascurabili: permette di allungare la vita nominale utile dell’edificio, aumenta la sicurezza e resilienza strutturale, offre maggiori garanzie di protezione dell’investimento a lungo termine, riduce al minimo i costi e l’impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita dell’edificio.

Caso particolare è costituito dall’esoscheletro tipo diagrid, in cui la struttura esterna è concepita come un guscio in grado di sopportare le sollecitazioni sismiche.

esoscheletro-diagrid

Secondo lo stesso principio di guscio sono in fase di studio anche dei pannelli che fungano contemporaneamente da cappotto energetico e antisismico e le coperture scatolari ventilate.

tecniche-recupero-olistico

Riferimenti bibliografici

Comportamento degli edifici in c.a. del secondo dopoguerra

Nell’ambito del recupero degli edifici in c.a. il gruppo di ricerca sta studiando l’influenza di alcune caratteristiche tipiche di questa tipologia strutturale sul comportamento sismico, in particolare: il ruolo di tamponamenti e vani scale, la capacità ultima degli impalcati in laterocemento alla sollecitazione sismica e la capacità ultima delle fondazioni.

influenza-vano-scale

Riferimenti bibliografici

Stima della vita residua degli edifici

Infine, il gruppo di ricerca è attivo sul tema della stima della vita residua degli edifici esistenti in c.a., utile al fine di stabilire dei criteri per valutare la convenienza del recupero rispetto alla demolizione.

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